william shakespeare siciliano?


PDF: Shakespeare from Italy

Pare che Shakespeare dovette scappare dalla sua Messina alla volta di Londra a causa dell’Inquisizione Santa(ricordiamoci che in quel periodo Messina era sotto il giogo della dominazione spagnola) essendo i genitori di lui fervidi sostenitori e assertori del calvinismo. Arrivato in Inghilterra nella cittadina di Stratford-Upon-Avon avrebbe trasformato quindi Il suo nome da Michelangelo Florio Crollalanza, nel suo equivalente(tradotto letteralmente Shake= Scrollare; Speare= Lancia) Shakespeare, mentre il nome William lo avrebbe preso da un suo cugino da parte di madre, morto prematuramente a Stratford-Upon-Avon cittadina dove già da tempo vivevano alcuni suoi cugini. Un’altra ipotesi è invece quella secondo cui il bardo non fece altro, una volta giunto in terra di britannia, che trasformare al maschile il nome e cognome della madre Guglielma Crollalanza nell’esatta traduzione inglese, ovvero: William Shakesperare.
Questa notizia mi ha spinto allora ad approfondire i termini della questione e così grazie ad internet ho trovato diversi siti dove era trattata proprio questa tematica che mi ha emozionato.
Prima cosa che mi spinge ad indagare: il prof. Iuvara dice che i primi dubbi vennero colti proprio in Italia, nei primi anni ’20, quando venne ritrovato un volume di proverbi, “I secondi frutti”, scritto nel XVI secolo da uno scrittore calvinista, tale Michelangelo Crollalanza. Molti di questi detti erano gli stessi utilizzati da William Shakespeare ne l’Amleto.
L’articolo del “Time” così recita: < < Il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell’Italia ed ha messo tanto dell’Italia nelle sue opere “è stato risolto” da un accademico siciliano pensionato: <>. Tuttavia, il professor Martino Iuvara, 71 anni, un insegnante pensionato di letteratura, sostiene che Shakespeare era siciliano, nato a Messina come Michelangelo Florio Crollalanza e che fuggito a Londra a causa della santa inquisizione, perché appartenente al rito Calvinista, cambiò il suo nome nell’equivalente inglese.
Crollalanza o Crollalancia si traduce letteralmente Shakespeare. In un’intervista con il magazine “Oggi” , il professor Iuvara ha detto che la chiave del mistero era il 1564, l’anno in cui John Calvin è morto a Ginevra. Era l’anno in cui Michelangelo è nato a Messina da un medico, Giovanni Florio e una nobildonna chiamata Guglielma Crollalanza, entrambi seguaci di Calvino. L’inquisizione era sulle tracce del Dott. Florio a causa delle sue idee eretiche calviniste, allora la famiglia fuggì a Treviso, vicino Venezia, comprò stranamente casa Otello, proprio come l’Opera, costruita da un mercenario veneziano chiamato Otello che, la leggenda locale diceva, anni prima, avere ucciso, per la sua mal risposta gelosia, la moglie. Michelangelo ha studiato a Venezia, Padova e Mantova ed ha viaggiato in Danimarca, in Grecia, in Spagna ed in Austria. Era diventato amico del filosofo Giordano Bruno, che doveva essere bruciato sul rogo per eresia nel 1600. Bruno, dice lo Iuvara, aveva forti collegamenti con William Herbert, Conte di Pembroke e con il Conte di Southampton. Nel 1588, a 24 anni, Michelangelo si recò in Inghilterra sotto il loro patronato. Sua madre, la Signora Crollalanza, aveva un cugino inglese a Stratford, che prese il ragazzo in casa. Il ramo di Stratford aveva già tradotto il loro cognome come Shakespeare ed aveva avuto un figlio chiamato William, che era morto prematuramente. Michelangelo, dice il professore, ha semplicemente preso questo nome per se stesso, diventando William Shakespeare. 15 delle 37 opere del poeta sono ambientate in Italia.>>
All’indirizzo http://www.abeautifuldifference.com/webdoc9091.html così è scritto:
< < Shakespeare era italiano? Crederci oppure no? Questo problema è stato oggetto delle lezioni di noi allievi dell’istituto collegiale Arthur come base essenziale delle nostre lezioni di inglese. Shakespeare, come nativo dell’Italia è supposto per spiegare i molti luoghi italiani, i caratteri con i nomi italiani ed i tanti riferimenti ad essi nelle sue opere. È stato suggerito che realmente è nato a Messina, (e se anche gli inglesi, che hanno forte il senso del nazionalismo e dell’appartenenza, hanno fatto degli studi in tal senso, questa tesi sicuramente non è poi così folle come potrebbe sembrare) in Sicilia, come Michelangelo Florio Crollalanza. I suoi genitori non erano John Shakespeare e Mary Arden, ma erano Giovanni Florio, un medico e Guglielma Crollalanza, un nobildonna siciliana. Questo forse può spiegare i molti luoghi che caratterizzano l’Italia e i nomi italiani, come: Romeo e Giulietta – Otello – Due signori di Verona- Sogno Di una Notte Di Mezza Estate – Il mercante di Venezia – Molto rumore per nulla (ambientata a Messina) – La Bisbetica Domata – Misura per misura – Giulio Cesare – Il Racconto Dell’Inverno – La Tempesta. È piuttosto impressionante che l’Italia ed i nomi italiani siano così diffusi in Shakespeare.Vi rende il concetto? Un professore in Italia sostiene che Shakespeare era italiano da Messina. Nel The Times di Londra, dell’ 8 aprile 2000, (vedi citazione di cui sopra) riporta che Martino Iuvara, un insegnante pensionato di letteratura, crede che Shakespeare era realmente Michelangelo Florio Crollalanza, arrivato in Inghilterra durante l’inquisizione. Shakespeare è presumibilmente la traduzione letterale di Crollalanza. In un altro articolo, evidenziano gli studenti, la scrittrice, Amanda Mabillard scrive quanto segue: ” Il professor siciliano Martino Iuvara sostiene che Shakespeare era, infatti, non inglese affatto, ma italiano. La sua conclusione è caratterizzata e puntualizzata da ricerche effettuate dal 1925 – 1950 insieme a due professori all’università de Palermo. Iuvara presuppone che Shakespeare non sia nato in Stratford nel mese di aprile del 1564, come si crede comunemente, ma realmente nato a Messina, (guardacaso nello stesso anno) come Michelangelo Florio Crollalanza. I suoi genitori non erano John Shakespeare e Mary Arden, ma erano Giovanni Florio, un medico e Guglielma Crollalanza, un nobildonna siciliana. La famiglia presumibilmente fuggì dall’Italia durante la santa inquisizione e mosse verso Londra. E a Londra che Michelangelo Florio Crollalanza decise di cambiare il suo nome con il relativo equivalente inglese. Crollalanza si traduce letteralmente come ‘Shakespeare’. Iuvara continua a sostenere che Shakespeare abbia studiato all’estero e sia stato istruito dai monaci Francescani che gli hanno insegnato latino, greco e storia. Inoltre sostiene che mentre Shakespeare (o Crollalanza giovane) stava attraversando l’Europa si sia innamorato di una ragazza di 16 anni chiamata Giulietta. Ma i membri della famiglia si siano opposti all’unione e Giulietta si sia per questo suicidata…. Continua a scrivere, “le suddette somiglianze fra Michelangelo Florio Crollalanza e Shakespeare sono intriganti, ma per ora rimango sul piano dello studio sottoposto a scetticismo costruttivo”. La domanda è stata posta a noi come allievi dell’istituto collegiale Arthur come componente essenziale delle domande degli esami di inglese.>>.
Da un’altra intervista fatta al prof. Iuvara è riportato: -Ci siamo trovati di fronte a un lucido 71enne, un ex docente e giornalista pubblicista che riesce a sovvertire (come vedremo in seguito) alcuni episodi che la storia tramanda. Professor Iuvara, come le venuto in mente di affermare che mister Shakespeare era in realta’ il dottor Crollalanza? A parte l’evidenza della traduzione della parola Shakespeare, da Shake (Crolla) e Speare (Lancia), mi sono limitato a riprendere gli studi che altri, in precedenza, avevano aperto. Così, ho trascorso parte degli ultimi dieci anni a raccogliere documenti che confermano la mia idea. Perche`, veda, io pongo delle domande a cui nessuno ha mai saputo rispondere. E cioè: come faceva il figlio di un guantaio, come la storia ci vuol fare credere, a possedere l’immensa cultura che Shakespeare dimostro` nelle materie classiche? Come poteva, un poeta inglese, e per di piu` a quei tempi, descrivere fedelmente luoghi, paesaggi e persone italiani, così come li ritroviamo in ben 15 delle 37 opere del sommo William? E perchè la biblioteca non e’ mai stata messa a disposizione dei biografi? Già. E Lei, come risponde? Esistono i documenti che provano che Michelangelo Crollalanza era figlio di Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza, nato a Messina nel 1564. Studio` latino, greco e storia presso i francescani, prendendone il saio. Ma all’eta` di 15 anni fu costretto a fuggire con la famiglia in Veneto, a causa delle idee calviniste del padre, condannato al rogo dal Sant’Uffizio per aver pubblicato le sue accuse alla Chiesa cattolica. Michelangelo abitò nel palazzo di Otello, un nobile veneziano che, accecato dalla gelosia, aveva ucciso anni prima la moglie Desdemona. Dopo aver frequentato il frate dominicano Giovanni Bruno, s’innamoro’ a Milano di una contessina, Giulietta, che venne rapita dal governatore spagnolo il quale accusò del sequestro il giovane Crollalanza perchè convinto anticalvinista. Giulietta si suicida e fu allora che Michelangelo fuggì in Inghilterra, assumendo l’identikit di un cugino morto prematuramente: il suo nome era William Shakespeare. E come la mettiamo con la lingua? Le sue prime opere le fa tradurre e le mette in scena al teatro in legno “The Globe”. Poi quando sposa la moglie inglese, questa gli traduce i versi più famosi. D’altronde, anche per i biografi di allora, Shakespeare mostrava di avere un accento decisamente straniero. Ho quindi l’impressione che nessuno, in Inghilterra, abbia mai avuto il coraggio di tirare fuori la sua biblioteca lasciata in eredità. Salterebbe fuori la sua vera identità. Capisco la reazione degli inglesi. Sarebbe come se ci dicessero, all’improvviso, che Dante in realtà era, faccio un esempio, uno spagnolo. Cosa spera di ricavare da questa storia? Lo faccio per passione. Mi diverto a spulciare antichi documenti e a rivedere la storia ufficiale, quando questa difforme dalla realtà dei fatti.
Il Professore Iuvara ha pubblicato un Saggio dal titolo Shakespeare era italiano
Anche Oreste Palamara cerca di saperne di più e così scrive: < >
Aggiungiamo che Shakespeare conosceva bene anche la storia romana e sapeva che Pompeo aveva soggiornato a Messina (parte storica):
Con le navi avute da Marco Antonio e con quelle varate nel porto Julio, nel luglio del 36 a.C., Ottaviano poté definitivamente dichiarare guerra a Sesto Pompeo. Il suo piano era quello di accerchiare in una morsa la Sicilia, da sempre base del nemico, e per farlo divise in tre parti il suo potenziale bellico, contando anche sugli eserciti di Lepido, proveniente dall’Africa, e di Statilio Tauro che scese da Taranto……..
Alla sconfitta della flotta, fece seguito nel giro di pochi giorni anche quello delle truppe pompeiane intrappolate a Messina, che rimaste senza un capo e senza nessuna prospettiva di vincere, si arresero a Ottaviano.
……. In Italia, nel frattempo, Lepido che da tempo aveva ormai compreso di essere stato messo in minoranza nel triumvirato, volle giocarsi la possibilità di rimanere al potere con la carta della forza. Prese, allora con se le legioni di Sesto Pompeo arresesi a Messina, arrivando ad avere così, sotto il proprio comando un mastodontico esercito formato da oltre 100 mila uomini, molto diviso, però, tra rivalità e gelosie.
Così infatti ci racconta la storia che prendiamo dal seguento sito…
5.http://www.cronologia.it/storia/aavcr3htm
Egli (Pompeo) faceva assegnamento sui suoi legionari; questi invece erano malcontenti di lui perché aveva ammesso al bottino fatto in Sicilia anche le otto legioni di Pompeo datesi a lui a Messina. D’altra parte ai legionari di Pompeo non riusciva gradita l’idea di una nuova guerra. Le venti legioni quindi che Lepido aveva sotto il suo comando, divise da gelosie ed agitate da malumori, non costituivano una forza temibile.
http://www.cronologia.it/storia/aavcr36.htm
Il piano di Ottaviano era questo: Agrippa doveva sbarcare a Tindari sulla costa settentrionale della Sicilia, il triumviro doveva occupare Tauromenio, protetto nelle operazioni di sbarco da Statilio: Le truppe sbarcate, congiuntesi, dovevano tagliare le comunicazioni di Pompeo, che stava a Messina, con l’interno dell’isola…..
…..la battaglia decisiva fu combattuta il 3 settembre tra Mile e Nauloco. Quasi pari erano le forze e per parecchio tempo incerto fu l’esito della lotta. Quando questa cominciò a volgere in favore di Ottaviano, Sesto Pompeo con diciassette navi abbandonò al nemico il resto della flotta e, recatosi a Messina, prese con sè i tesori e la famiglia e si diresse alla volta dell’Asia nella speranza di potere indurre Antonio ad aiutarlo.
….Le navi pompeiane, rimaste prive di Pompeo e di Democare che si era ucciso, furono sbaragliate; quelle che non andarono a picco si arresero e lo stesso fecero le truppe di terra. Messina, assediata dalle legioni di Emilio Lepido, capitolò….
Nella Commedia di Shakespeare “Antonio e Cleopatra”….. Pompeo conoscendo questi fatti storici parla della casa di Pompeo che è a Messina e proprio lì ambienta l’ATTO SECONDO – SCENA I –
Messina. In casa di Pompeo
Entrano POMPEO, MENECRATE e MENAS, in assetto di guerra
http://www.rodoni.ch/busoni/bibliotechina/shakespeare/cleopatra2.html
La questione “omerica” shakespeariana si risolvera’ presto?
Probabilmente no. A meno che non vengano alla luce nuove prove sotto forma di manoscritti originali o fatti che colmino gli anni mancanti, William Shakespeare, “questo massimo genio della letteratura”. La sua nascita e la sua formazione sono destinati a rimanere un affascinante enigma. E noi continuiamo a sperare che sia davvero Michelangelo Floria Scrolla Lanza o Crollalancia e nell’attesa che una luce ci sveli e dia certezza al nostro desiderio, alla nostra apirazione, al nostro intuito, vi aggiungo il link dell’opera di Shakespeare ambientata a Messina con il titolo “Tanto Rumore per Nulla” – “MUCH ADO ABOUT NOTHING”:
http://www.gregorys.it/poesie/willshake/rumor.htm

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