beat generation


Beat Generation: beat generation

 

INDICE

  • Panorama storico-sociale e culturale

  • I Beats

  • Il fenomeno politico sociale e letterario e i suoi limiti

  • Jack Keruak

  • Allen Ginsberg

BEAT GENERATION

L’intervento in guerra, era apparso alla classe politica americana, che andava sempre più identificandosi con i gruppi monopolistici, come un’occasione propizia por assicurarsi uno sbocco economico divenuto vitale e per comprimere le sempre maggiori rivendicazioni sociali operaie. Non a caso, furono proprio le grandi corporazioni sindacali ad appoggiare con entusiasmo l’interventismo che doveva porre fine alla tradizionale politica isolazionista americana. Come di consueto, però,1’interventismo e la guerra stessa si colorarono di motivi ideologici e democratici; infatti le impellenti necessità del sistema capitalistico furono abilmente mascherate da una serie di ragioni ideologiche che sostenevano l’interventismo come una specie di missione che doveva riportare la libertà politica e individuale in Europa e restituire all’America l’immagine di libertà e giustizia che si era andata deteriorando dopo la prima guerra mondiale e la successiva crisi economica. E’ noto, infatti, che fu proprio la prima guerra mondiale a elevare l’America al rango di prima potenza, di nazione industriale imponente e minacciosa, ma la guerra mostrò anche la capacità distruttiva e il volto militare che si celava, dietro l’immagine di prosperità e benessere offerta dalla propaganda ufficiale. Gli anni che videro la fine della presidenza di Truman (successore di Roosevelt che aveva continuato la politica del New Deal) e l’ascesa di Eisenhower sono contraddistinti dalla terribile esperienza di Hiroshima, dalla guerra di Corea e da un boom economico che non aveva precedenti. L’America del secondo dopoguerra era attraversata da un’ondata di nazionalismo, da un senso orgoglioso della propria potenza e dal proprio benessere materiale, ma questi anni di prosperità economica furono anche gli anni in cui la vita civile fu più travagliata. Infatti accanto alla politica di espansione economica e all’ombra del potere distruttivo che la bomba atomica incarnava, l’America perseguiva una famigerata campagna anticomunista. Ma la cosiddetta ‘caccia alle streghe’ perpetrata da McCarthy, espressione massima dell’anticomunismo americano, non era che la manifestazione più lampante e tragica di uno stato di isterismo collettivo che pervadeva l’intera società sul cui sfondo si stagliava lo spettro di Hiroshima e della guerra fredda.

L’America degli anni ‘50 è sostanzialmente caratterizzata da tensioni razziali, sociali, psicologiche e generazionali.

La ‘caccia alle streghe e i suoi procedimenti d’inquisizione: arresti, interrogatori, condanne, libri bruciati e proibiti perchè considerati ‘propaganda sovversiva’, odio e sospetto, per gli intellettuali e

la loro produzione; la violenza postbellica sia individuale sia di gruppo (le bande di teppisti in U.S.A. erano reduci che non trovavano lavoro); la progressiva stabilità economica che tendeva a mascherare il vuoto e a diventare l’unico obbiettivo della classe media; l’esistenza di un diffuso malessere operaio che si esprimeva in scioperi selvaggi, nel danneggiamento dei macchinari, nel ladrocinio, nel rallentamento dei ritmi produttivi e che non aveva alcuna risonanza politica; la mancanza di un vero mondo giovanile, di cui la guerra aveva impedito le formazione; la sfida nascente e crescente della tecnologia e dei mass media; l’isolamento degli individui nella società; il generale rifiuto della politica in particolare delle organizzazioni di sinistra e delle organizzazioni sindacali diventate uno dei pilastri della stabilità sociale e politica; il trapasso sostanzialmente culturale da una generazione all’altra; e poi l’estendersi del ghetto con tutti i suoi apporti socio-culturali: jazz, be-bop e un’incontenibile forza distruttrice. Tutto ciò, freneticamente e confusamente, era l’America degli anni ‘50.

Le caratteristiche della letteratura del dopoguerra sono un senso di alienazione e un crescente disgusto per il volto conformista e reazionario della società americana di quegli anni. E’ difficile rintracciare i veri filoni della letteratura americana del dopoguerra, ma è certo che i fattori, che ebbero maggiore influenza sugli scrittori americani di questo periodo furono da un lato lo scoppio della bomba atomica, simbolo della brutalità e dalla violenza, e dall’altro l’anonimato, l’alienazione tipici della società industriale avanzata. All’effetto traumatico che questi due fattori ebbero sulla sensibilità degli scrittori corrispose la crisi e la funzione subalterna in cui la società confinò la letteratura. Di fronte alla crisi della letteratura gli scrittori americani reagirono con una varietà di atteggiamenti che va dalla non-compromissione e totale ignoranza dei problemi e delle minacce che imponeva il neocapitalismo e quindi l’accettazione della chiusura della letteratura nei confronti della realtà, alla completa contestazione, al rifiuto della società e il tentativo di realizzare in letteratura ‘il cosiddetto spontaneismo, che aveva l’obbiettivo di un anti-letteratura come scelta stilistica.

Quest’ultima posizione è stata, nei suoi termini generali, anche quella degli scrittori beat.

Per completare il quadro, storico-sociale sul cui sfondo si sviluppò la Beat Generation è particolarmente illuminante ciò che il critico J. C. Holmes scriveva a questo proposito :

“Il clima storico in cui si è formata (la Beat Generation) era dominato dalla violenza, una violenza che dalle idee si estendeva agli uomini che le professavano. Non è necessario essere personalmente consapevoli di questo processo distruttivo per avvertirne gli effetti. La pubblicità degli ultimi dieci o quindici anni fatta ai casi di alto tradimento o di corruzione tra i sindacati e nelle industrie e agli scandali che hanno coinvolto i grandi nomi di Broadway e di Hollywood, ha progressivamente atrofizzato i principi convenzionali della normalità pubblica e privata. Pochi ormai subiscono il fascino della ideologie politiche che, in qualche caso, sembrano giustificare la strage di vite umane dacché le stragi hanno raggiunto proporzioni tali da confondere la mente di un matematico. La concezione del bene e del male su cui si fondano le religioni tradizionali pare sempre meno adatta a spiegare le contraddizioni di un mondo nel quale la fantascienza, è divenuta realtà, i nemici di ieri si sono trasformati in amici del cuore e la diplomazia ha tradito il vecchio codice d’onore per speculare sul costante pericolo di un guerra imminente. Di fronte a un mondo così fatto le generazioni più vecchie possono cedere allo scoramento, al cinismo e all’apatia o, ancora, ridimensionare su di esso le proprie concezioni. Non così la Beat Generation che è specificamente il prodotto di tale mondo,che non ne ha conosciuti altri.

Nella storia americana essa è la prima generazione cresciuta in un’epoca nella quale l’addestramento militare in tempo di pace rappresenta un dato di fatto nella vita nazionale. E’ la prima generazione per la quale le formule magiche della psicoanalisi sono divenute nutrimento quotidiano dell’intelletto a tal punto che essa rifiuta coraggiosamente di accettarle come misura ultima delle vicende dell’animo umano. E’ la prima generazione per cui il genocidio, il lavaggio del cervello, la cibernetica, le ricerche motivazionali – e il loro inevitabile risultato, ossia la limitazione del concetto di libero arbitrio – sono familiari come la propria faccia. Ed è infine la prima generazione che sia cresciuta in un mondo nel quale la soluzione finale di tutti i problemi sembrava essere una sola: la distruzione nucleare”. La reazione dei Beats è, dunque, un misto di cinismo, di amarezza e volontà di lottare per se, di scoprire verità interiori, dì combattere l’ovvietà e la falsità della società con una gamma di armi che vanno dalla, provocazione alla negazione, dall’attacco all’autodistruzione, un chiudersi in se, in un proprio mondo (i cui confini variano dal puro e semplice io ad una intera generazione che a poco a poco si scopre) grazie al quale scontrarsi anziché venire a contatto con gli altri. Gli ‘altri’ sono in pratica la massa, della piccola e media borghesia – ipnotizzata dalla narcosi del ‘welfare economico del ‘continous improvewent’ delle condizioni dì vita, dell’automobile-frigorifero-lavatrice-televisione-università-alloggio-turismo per tutti, in altre parole, dalla narcosi della civiltà dei consumi tanto da far considerare assurda qualsiasi protesta. Nella sua ipnosi la piccola e media borghesia non scorge l’abbassamento, l’involgarimento e la spersonalizzazione del nuovo livello medio. Assorta com’è nell’adorazione sempre più fanatica del denaro va dimenticando gli innumerevoli valori che danno senso alla vita ( primo fra tutti la fantasia creativa) e che si realizzano con la realizzazione delle singole personalità. Essa pare convergere pensieri e desideri, speranze e …. sul processo di simboli (non da lei scelti, ma impostile dalla pubblicità dei mass media) di una potenza economica in realtà fine a se stessa. I simboli della potenza economica sono naturalmente la televisione, l’automobile e la lavapiatti, Certo non e che il piccolo borghese voglia l’automobile perchè è utile e la televisione perchè è divertente, li vuole soprattutto per poter dire che li possiede, che li ha anche lui come tutti gli altri, che dunque è, alla pari degli altri, ricco e potente. Questa alterazione mostruosa per cui gli oggetti creati per la felicità fisica degli uomini, per ridurne la fatica e i disagi, sono diventati fonte di ansietà e causa di complessi di inferiorità e superiorità riesce tanto più squallida se si considera che la sicurezza economica di cui questi oggetti divenuti simboli è in una realtà effimera quanto può esserlo un sistema di rate e scadenze, di impegni e doveri a cui il piccolo borghese deve sottostare.

2. I Beats

Gli anni ‘50, dunque, sono gli armi dello sconforto, del malessere, della ‘ sickness’ profonda e inafferrabile, dell’insoddisfazione,, dell’incertezza e ‘della paura e i Beata Dono i disperati -protagonisti di questa sconcertante realtà. Scrisse J. C. Holmes (3);

“Col termine beat, si può dire che essi abbiano un nome. Chi è sopravvissuto ad una guerra, qualunque tipo di guerra, sa che essere beat non significa tanto essere morti di stanchezza quanto avere i nervi a fior di pelle, non tanto ‘essere pieni fin qui’quanto sentirsi svuotati. Beat descrive uno stato d’animo spoglio di ogni sovrastruttura, sensibile alle vicende del mondo esterno, ma insofferente alla banalità». Essere beat significa essere calati nell’abisso della personalità, vedere le cose dal profondo…”. Il termine beat non può essere esattamente tradotto o esattamente spiegato, poiché esso non ha un significato concreto. Beat, approssimativamente, designa, il senso di sconfitta più che il senso mistico di beatitudine, il senso di ritmo implicato nella parola; la sconfitta è quella dell’uomo moderno ingannato da un illusorio benessere, accecato dall’avidità del denaro, dilaniato dalla sete di potenza e dall’amore della violenza, convertito lentamente al culto della guerra a cui

l’establishment convoglia lentamente le masse servendosi di armi micidiali quali sono i mass modi”. Il termine beat sottintende e implica un particolare stato d’animo, un malessere diffuso e indefinibile, un particolare ‘weltanschaung’; beat concretizza, se così, si può dire, lo spirito dei giovani americani sopravvissuti al secondo flagello mondiale ed è per loro ciò che per Chateaubriand era ‘le mal du siede’ e per Baudelaire lo ‘spleen’. Questo termine che, “ripèto, s’inserisce nel preciso contesto storico e sociale degli anni ‘50 fu coniato da J. Kerouac, poeta e scrittore che riassunse in se stesso, in altre parole, incarnò l’essenza dei Beats. Successivamente fu il critico J. C. Holmes a recuperare questa definizione e a marchiare quella che generalmente è nota come ‘gioventù, bruciata’ col nome di Beat Generation. Chi sono dunque i Beat? Sono poeti, scrittori, giovani per lo più disperati e inquieti che credono e amano la vita, ne respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da se dei nuovi sperando, o illudendosi, di trovarne di migliori. Nati da una delusione sociale, questi giovani rifiutano la società e l’establishment per contenere solo su se stessi e per trovare in se stessi valori trascendenti in cui credere e a cui affidarsi nel viaggio sempre più breve e effimero della vita. Il dramma della Beat Generation è proprio quello di trovare una realtà trascendente in cui credere e tale da soppiantare la realtà terrena deludente e alienante. I maggiori esponenti della Beat Generation sono poeti e scrittori come Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William Burroughs e Gregory Corso. Le loro opere sono contraddistinte da una stessa primaria caratteristica; il loro modo di poetare e di scrivere è un flusso di parole spontanee e incontrollate, fissate sulla carta senza che siano filtrate e selezionate dall’intelletto. A questo proposito Kerouac scrisse: Se possibile srivcte ‘sonar1, coscienza’ in semi-trnnco . ,„c fate sì che il subconscio ammetta il suo disinibito interessante necessario e quindi moderno linguaggio, ciò che l’arte conscia, censurerebbe, e scrivete eccitati, rapidi, con cramgi di penna o macchina-da-scrivere, in accordo (come al centro alla periferia) con le leggi dell’orgasmo”. Ciò che si nota leggendo le opere di questi autori, specie in Kerouac, è la preminenza dell’impulso sull’intelletto e il tentativo di plasmare la prosa e la poesia sul ritmo del bop e sul fluire sempre rinnovato del jazz.

Questi poeti in quegli anni studiavamo Zen, Buddismo e facevano esperienze sempre più vaste con droghe (marijuana, hashish, peyote, ma non eroina che sarà la degenerazione di ciò che per loro era solo un modo per raggiungere uno stadio di maggiore capacità sensitiva), con sostanze eccitanti e sostanze chimiche decondizionanti: due clementi che fecero da sfondo a una vasta produzione letteraria. I Beats, comunque, non furono gli unici a manifestare il loro disgusto e il loro rifiuto per la società americana, poiché verso la fine degli armi ‘40 accanto ai Beats nacquero gli ‘Hipsters’, gli esistenzialisti americani.

La sottile ma importante differenza tra i Beats e gli Hipsters è così definita da M.Maffi: ”Lo Hipster, con il suo mondo di violenza, gèlido e irraggiungibile, dedito alla fredda e letale eroina, e il beatnik angelico e dolorosamente sgraziato, poeta respinto e incompreso, perennemente sull’orlo della pazzia (o di ciò che il mondo borghese – squarc – definisco tale), dolce fumatore di marijuana, lacerato da un amore mistico per l’umanità, vivevano fianco a l’igneo, accomunati dal bo-hop di Charlie Parker dal jazz di Arcliie Shepp e del primo George Shearing, nei piccoli fumosi localini (joints o dives) del Greenvich Village di New Torli o della North Beach di San Francisco. Alla fine fu il beatnik a sopravvivere o a trasformarsi, forse perchè più articolato dello hipster, più positivo e sensibile nella sua’ drammatica volontà di negare la realtà circostante; il ‘boatnil: seppe dar voce alla propria angoscia e scrivere il proprio urlo, lo hipster si ostinò nella tensione violenta, nell’eroina; nella freddezza e e alcclat.cz-za del pretorio mondo-io:!.

Gli hipsters andarono lentamente scomparendo e la pubblicità più volgare si scatenò sui beats o meglio sui bcatniks il termine spregiativo con il quale la società “perbene” americana etichettò quei ragazzi che con il loro modo di vivere tentavano di difendere la loro individualità e di sottrarsi allo spietato livellamento psichico imposto dalla civiltà contemporanea. Si parla di ‘movimento beat’, di ‘gruppo beat’ e vennero spesso confusi i veri beats, una minoranza di artisti e scrittori, con gli scimiottatori o meglio coloro che di beat “avevano solo 1’esteriorità, coloro che seguivano superficialmente il dilagante modo, di’essere beat’. L’immagine che gran parte del pubblico americano aveva dei beats in quegli anni è ben rappresentata in un articolo del settimanale’ ‘Life’

La convinzione del grande pubblico che i beats siano semplicemente gente sporca che porta, sandali non è che una piccola parte della verità. La maggior parto di loro sono contro la collettività di qualsiasi tipo, molti rifiutano persino di ammettere l’esistenza di una cosa come la Beat Generation, Alcuni singoli locato però nel/corso di cucila che si potrebbe chiamare la guerra dei sei anni contro gli squares hanno levato lo loro bocche praticamente contro ogni aspetto dello, società americana contemporanea; marnino.; papà, politica, matrimonio, casse di risparmio, religione organizzata} eleganza letteraria, leg¬ge, vestito di Ivy League e istruzione superiore, per non parlare del lavapiatti automatico, del craker avvolto nel cellofano e della bomba .all’idrogeno. La filosofia beat sembra inventata apposta per offendere tutta, la popolazione civile, militare ed ecclesiastica; in particolare ed ironicamente quei radicali che soltanto ieri domandavano un mondo migliore per la gente malnutrita, malvestita, e male alloggiata, della Grande Depressione. A differenza, dei giovani arrabbiati inglesi che sanno quel che vogliano dalla società e si battono con veemenza per ottenerlo, i beats trovano la società troppo odiosa por osservarla e così se ne ritirano. Dicono che l’unico modo in cui un uomo può chiamare sua la propria anima è quello di diventare un isolato.

Ci sono pochi americani, oggi, per i quali la parabola, beat o il termine spregiativo beatnik non susciti una certa, immagine; un uomo con la barbo., uno. ragazza con i capelli arruffati; lunghe calze nere e occhi molto truccati; e la parlata beat, un dialetto serrato e ripetitivo prosa per lo

più dai musicisti di jazz, dai tossicomani e dalle prostitute, sta diventando rapidamente parte della lingua americana..

Gente simile questa distribuiva volantini comunisti negli anni 30 e parlava di anarchia nei bar clandestini degli anni 20. Sono chiacchieroni, fannulloni, solitari, eccentrici, odiatori di mamme, dei poliziotti, e esibizionisti con sorrisi ambigui e ipoteche sul bongo: scrittori incapaci di scrivere, pittore incapace di dipingere, danzatori con sfortunate disfunzioni nei piedi. Intorno a questa cornice bohèmienne si aggira un altro gruppo: i beats dilettanti o da weekend che lavorano e vivono comodamente come molta mente, ma diffondono il messaggio e il costume beat scimmiottando il sabato sera quelli che genuinamente non si lavano. Ma questi gruppi non solo che il riflesso dei più strani uomini influenti prodotti di finora nel ventesimo secolo: i poeti beat. I poeti, quasi tutti, sono individualisti antisociale fino al punto della nevrosi. Sono dissidenti, così incantati dal loro ego, intenti alla loro amara lamentela personale che sarebbero incapaci di organizzare la delinquenza minorile in un riformatorio.

Questo definizione di life , apparsa nel 1959, fu in pratica l’immagine che la critica ufficiale e la cronaca giornalistica aveva dei Beats, le cui opere furono così considerate come sporadiche e insulse manifestazioni di minoranze insignificanti, ragazzate di discoli che avrebbero ben presto messo la testa. Il problema della cultura ufficiale era proprio che i beats mettessero la testa posto, cioè che ritornassero a partecipare alla vita sociale organizzata e agissero e scrivessero secondo le sue regole predeterminate. Ma il beast condussero non sono una rivoluzione di pensiero che doveva che aveva come obiettivo la realizzazione di un nuovo stile di vita opposto all’America, ma un guaio a essere perciò rifiutarono totalmente le strutture politiche, sociali letterarie precostituite, in altre parole, rifiutavano società e suoi derivati. In un articolo, Gregori Corso a questo proposito disse una frase illuminante: “non voglio essere nella società voglio esserne fuori.”

E in organizzazioni politiche interpretarono questa presa di posizione come un disimpegno qualunque fico o comunque un non commetto mentre. Ma a questo punto non bisogna dimenticare che nel periodo in cui la vita genere esce Anna salì alla ribalta della società americana, pressoché tutti i movimenti e le organizzazioni politiche avevano perso credibilità; inoltre è certo che questa circostanza storica un fattore determinante nello sviluppo della loro ideologia, e in fermo restando che ne avessero un punto infatti non si può parlare di una vera e propria teologia e filosofia di non ma piuttosto di una attitudine, di un atteggiamento di rifiuto di negazione di tutto ciò che era istituzionalmente il tour istituzionalizzato. Per quanto concerne la politica puoi, non ci sono tutti: il loro è stato un rifiuto che non ha mai conosciuto compromessi con il potere costi to. A questo proposito Fernanda Ivano scrisse: “aveva ragione un critico di cui non ricordo il nome quando disse che in realtà ci sarebbe un modo per far entrare in politica questi impegnatissimi assenteisti sociali e farli partecipare a comizi ed elezioni: bisognerebbe fondare un partito che sostenesse l’abolizione del denaro della violenza, della guerra dell’organizzazione militare, religiosa, politica ed economica; un partito che credesse soltanto in Dio, nella natura negli vuol”.

Impressione mia e che è inibito la fossero impegnati anzi direi impegnatissimi né dell’impegno. In quei famigerati anni 50 comunque anche il pubblico culturalmente più esperto che avrebbe magari accettato una contestazione razionale, per esempio su un’ideologia comunista di sinistra, rimase dire poco sconcertato dal totale rifiuto di una presa di posizione politica da parte dei sua. A proposito dell’atteggiamento della B. genere scene di fronte alla politica, jeans perde scrisse: aperte le virgolette la alterazione totale, il lavoro personale sociale politico politico emotivo richiesto dal la alterazione della coscienza e reso necessario dal la alterazione dei fatti: l’arrivo sul mondo della grande bomba della rissa, il viaggio dal nostro mondo a mondi ancora sconosciuti… la alterazione e reso necessario da una nuova assoluta percezione della possibile disumanizzazione dell’uomo… la molteplice distruttività della bomba odiosa, i campi di concentramento, le guerre di massa dalla Cina alla realtà in gente, la propaganda di massa alla dittatura di massa il lavaggio mentale di massa, i fallimenti delle torre rossi era a raggiungere una civiltà meccanica senza danni fondamentali all’identità dell’immagine umana. Il fallimento dell’America a generare l’energia della libertà… il mondo è ormai come un vasto sistema di comunicazioni meccaniche che lo percorrono… riducendo miriadi di fatti storici al minimo comune denominatore della follia nazionalistica.,

Lo stesso che non sparga, che durante un’intervista dichiarò di non essere un rivoluzionario ma un ribelle, palesò in modo eloquente sui pensieri politici nella poesia grassa su Van Gogh box Irpef:

Comune, la stampa e la morale comune si scagliò contro il bit e in certi casi giunse ad identificarle colla di eloquenza minorile, forse perché la marijuana la fumavano anche giovani delinquenti. Gregori corso, poeta della B. genere liscia era stato in riformatorio e 1000 casse dì, errore di onde rock Dick che ora rubava macchine.

Gregori corso, allora, tentò di spiegare che Peter non designa un movimento un gruppo, ma un atteggiamento; disse poeticamente parentesi io parentesi: se si vede la morte e i fiori e si vede una persona di pace decapitata, se si vede un decapitato e terribile si piange, si diventa curvi, rattrappite,1 funerale passato, si diventa di le virgolette.

Gli venne chiesto se vi erano dei fuorilegge e degli rispose: aperte le virgolette è stato un fuorilegge il padre della nostra patria? Si. È stato fuorilegge Galileo per aver detto che il mondo rotondo? Io dico che il mondo rotondo! Non quadrato! E questo è un fatto”.

E non è ancora chiesto se Ibiza sostenevano il pervertimento sessuale e l’uso delle droghe; rispose: può aperte le virgolette non ci in una camicia di forza ereditaria di concezioni morali presi preconcette mescolate superstizioni derivate dalla mitologia primitiva che si ritrova nella Bibbia… siamo esseri umani e aiuteremo a soddisfare le leggi che governano i cosiddetti passi civili di oggi: le leggi che hanno coperto la terra di polizia segreta, campi di concentramento, schiavitù, guerra, morte”. A proposito dei bit, mi pare importante riportare ciò che lo stesso Gregori corso disse ancora: aperte le virgolette… il bit è Cristo, il bit e Ivan, il bit e qualunque uomo, qualunque uomo che non presenterò stabilito proseguire quello destinato”.

Il blitz sono due contestatori, ribelli, anticonformisti apolitici: sono giovani che non credono nei valori tradizionali precostituiti e si oppongono alla pressione verso la violenza e verso la unanimità messa in atto dalla civiltà industriale. Contro questa civiltà ha urlato di non sparga con il suo grido e si è schierato in generale alla B. genere liscio e soltanto l’individualismo.

Il fenomeno politico sociale letterario e sui limiti

È quasi impossibile definire con precisione le caratteristiche di quella che solitamente viene chiamata la letteratura, poiché il movimento B. fu di natura promiscuo e disorganica tanto da sembrare in bilico tra l’essere un’esperienza letteraria è un semplice documento di costume o tra l’esser l’espressione di una crisi sociale o oltreché generazionale è un istintivo superficiale seppur sincera esperienza di una nuova moda, ossia la Bohème in versione americana. Comunque la letteratura bit e del suo periodo di maggior risonanza dal 1957 al 1961.

Il 1957 fu un anno gravido di eventi importanti per la letteratura bit, infatti vennero pubblicati oltre una luce grigia che ero considerato romanzo manifesto della incenerisce e a Omero racconta di versi di jeans perché. La pubblicazione di quest’opera di jeans del ricordo il carcere e una denuncia per pornografia il suo editore Lorenzo per l’quindi di, dal processo che ne seguì dimostrò l’ispirazione sociale del contenuto di Paolo e fu una schiacciante prova di stima di intellettuali di varie generazioni nei confronti della letteratura. I maggiori scrittori della degenere c’è un sonno destra, che ero ah, buon russo, corso e furono accomunati dalla speranza di aiutare il corso della letteratura ai mesi di mutare il corso della letteratura americana e anzi di imporre una diversa immagine della realtà una concezione del mondo alternativa antitetica alla società americana il fenomeno, che non poté sostanzialmente mai definirsi letterario, ma che aspirava ad esserlo, non fu mai preso realmente sul serio dal mondo letterario americano; al contrario soggetto dell’attenzione di riviste, quotidiani e settimanali dello mettevano in evidenza gli aspetti più vistosi eccentrici. La degenere liscia, con i suoi giovani ribelli del dopoguerra, mistici a politici emarginati vagabondi in altre parole divenne oggetto della morbosa curiosità del clamoroso scandalo degli ambienti perbene della società americana. La confusione tra fenomeno di costume letteratura che in questi redigere ratio fu alimentata in certi case dei suoi stessi componenti parentesi che ruota chiusa parentesi, ma alla fine furono gli stessi scrittori bit a chiedere di non essere confusi con l’immagine che la società benpensante dava di loro e con la dileguante dilagante moda di essere bit. Comunque, per tornare all’argomento letteratura, bisogna notare che, speciali inizio, il movimento bit era in una posizione antitetica la letteratura stessa quel che ne esaltava valore di spontaneità, immediatezza e anche razionalismo, in altre parole aspirava dire al di là al raggiungimento di una forma espressiva che andava al di là della letteratura stessa. Gli scrittori bit, come già precedentemente detto, erano estranei a qualsiasi tipo di come mitemente, non solo politico ma anche essenzialmente ideologico; opponevano alla società un rifiuto netto assoluto una pura negazione che è più istintiva e superficiale che consapevole naturale. All’anonimato all’alienazione alla piattezza della società americana e si opponevano una estremo individualismo e sembrano aver stabilito con la realtà sociale o storico un rapporto di esclusiva di esclusione è reciproca, o meglio di non rapporto: una reciproca ignoranza. Questo spiega perché la letteratura abitano navi un bere proprio contenuto esistenziale caratterizzato da un’angosciosa ricerca di una società migliore per esempio, ma descriva piuttosto la fuga nel misticismo dello spiritualismo o, più semplicemente la fuga di vita la realtà sociale, fuga che l’espressione del totale rifiuto dell’assoluta negazione della società. Anche indios parve che il più committente degli scrittori bit, in fuga dalla società e il rifiuto del materialismo non sono altro che un desiderio metafisico di liberarsi come individuo del contesto sociale storico. In questo senso la ribellione di chiese perché più in generale di vita non può essere definita come esistenziale perché essa non implica né sottintende il tentativo di rivoluzionare e modificare il rapporto dell’uomo con la società per ristabilire l’individuo in quest’ultima. Rivolta bit ha come obiettivo le dell’individuo dalla società un salto al di là di essa dalla storia spiega la tendenza dell’esotismo che accomuna tutti gli scrittori bit e un particolare tipo di esotismo che consiste nel provare attrazione per lo zen per il buddhismo in generale per le filosofie orientali: un nuovo all’letterarie già anche amore per le terre lontane.

A questo punto, pur non negando il valore intrinseco della rivolta vita che si presentava come la prima a spontanea e vistosa manifestazione del malcontento giovanile, è chiaro che vita non seppero opporre nulla di concretamente valida l’azione coercitive s’personalizzante della società. Anzi, da certi punti di vista, cioè nell’esperienza sociale politica letteraria la loro ribellione mistica e anarchiche già anche sembra esatto contrario del conformismo del materialismo a cui ci ribellavamo a cui si ribellavano ma non il loro posto. In altre parole, il grido conformismo la cattivo uniformità da un lato il accentuato individualismo dei centri la eccentrica stravaganza dell’altro sembrano le facce della stessa medaglia tanto che la rivolta bit può sembrare a volte la caricatura del alienazione industriale.

La funzione della letteratura per i scrittori bit allora non può essere certo la riproduzione della realtà così come si presenta né una critica della realtà a tutto sono riproduzione della realtà filtrante attraverso l’individuo Ina, in altre parole una realtà in terrorizzata.

Il bit hanno compiuto sì una rivolta della letteratura americana a tale rivolta non ha avuto uno sbocco pratico nel reale:, hanno rifiutato il blocco in blocchi le forme letterarie tradizionali aspirando alla creazione di una letteratura basata sullo spontaneismo e sull’Aran di razionalismo, ma lo hanno legato ma alle hanno negato un qualunque agente all’atto della realtà storica e sociale contribuendo a far la relegare in una posizione subalterna e a farla considerare un’arma innocua nella società in cui nasce nel maggior numero di casi, produzione letteraria Peter riflette inconsapevolmente alla tragedia dell’uomo moderno costretto a vivere una società che gli toglie ogni capacità di ribellarsi concretamente e costruttivamente o gli lascia soltanto l’illusoria libertà di sciogliere di scegliere tra le completo asservimento alle regole del vivere in società un rifiuto totale della società stessa.

Il bit hanno scelto coraggiosamente il rifiuto totale, incorrendo spesso ridicolo è nell’illegalità, ma la mancanza sia nella loro vita sia nella loro produzione letteraria di responsabilità esistenziale ideologica mancanza che credono di darsi autonomamente non è che l’unica realtà che la società permette loro di fare.

In questo senso è letteratura l’esperienza di vita è un fenomeno tipico della società industriale moderna: e l’esempio dell’unico dissenso l’unico estremismo che la società lascia sopravvivere al suo interno.

Jack Keruac

È stato il rappresentante più noto, più letto, più fotografato, il cronista della rivolta letterarie di costume dell’America degli anni 50. Keruac nasce nel 1922 all’obolo del Massachusetts, l’ultimo di tre fratelli. Studi alla Columbia da un incontro di esteri e fa i mestieri più vari dal giocatore di baseball alla frenatore di treni.

Nel Milano 150 pubblica il suo primo romanzo mai introvabile d’età una dei siti è in questo anno comincia pure il suo vagabondaggio per l’America durato sette. Questi sono gli anni chiassosi sfrenati colmi di una fisica gioia di vivere che che è ruota non farà che celebrare in tutti i suoi romanzi per poi rinchiudersi nella virtù della loro rievocazione intrisa di tristezza rimpianto. Anni di corse pazze bevute pazze fumate all’insegna dell’anticonformismo; anni di jazz di testi in prosa di versi fatti circolare da poeti e pittori come indiretti. Anni in cui ogni atto può anarchiche già anticonformistico sembrava realizzare il sogno di un’America nuova. Ma nonostante le ingenue speranze di Pitti il massimo che la loro sfrenata rivolta ha ottenuto sul solito scandalo di piccole medio borghese della società americana che tutto trasforma oltre che un oggetto di consumo in un eccentrico elemento di greco. E vi divenne in breve pezzi da museo e non le forze di punto di un atto d’avanguardie rivoluzionarie di innovatrice.

Le opere di che era un mostro con chiarezza l’impotenza di vita scalfire quella società da cui fuggivano e a cui si ribellavano: la loro ostilità era indirizzata contro tutto ciò che fosse apertamente intellettualismo, razionale aristocratico, ma nulla di realmente con tentativo venne fatto o detto contro le fondamenta di quella società. Comunque, dopo il primo romanzo, tutto città e che pare fosse ancora tradizionale nella forma del contenuto, che rock raggiunse in breve tempo la fama internazionale con la pubblicazione di onda una volta del 1957. Questo romanzo divenne subito il manifesto della bici nelle viscere: è un libro di futuro almeno di disimpegno dalle regole che fino allora avevano sorretto sistema di vita ufficiale la letteratura tradizionale. Fin dalla prima pagina ci si accorge subito che conterrà un registro cambiamento:

Virgolette la prima volta che vidi din fu poco tempo dopo che mia moglie ed io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia dalla quale non mi prenderò la briga di parlare, se non chiede qualcosa che fare con la triste penosa rottura con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di di memoria che ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo sempre sognato di andare nel West prevede il continente sembra facendo piani vaghi e sempre senza partire. Dimmi il tipo perfetto per un viaggio perché nasce letteralmente con la strada con i suoi genitori passarono sull’ex siti nel 1926 in un vecchio mancino di reti rose. Le prime notizie su di lui furono date da certi tinte, che mi aveva fatto vedere alcune sue lettere scritte in un riformatorio del Messico. Mi interessa enormemente quell’etere perché chiedevano ad giada in in modo così ingenue dolce d’insegnargli come ogni cosa su micce e tutti meraviglioso argomenti intellettuali che già conosceva. Tutto. Carlo Dio parlano delle lettere e ci chiedemmo se avremo mai conosciuto quello strano di memoria. Tutto ciò accadeva molto tempo fa quando Dina era quello che oggi non sono un giovane carcerato volto di Mr. Poi arrivò la notizia che Dini era uscito da riformatorio e stava venendo in New York per la più nuovo; si diceva anche che avesse appena sposato una ragazza di nome Marie lo usa

È subito chiaro che protagonista sta per iniziare una nuova vita, fatta di fughe viaggi partenze improvvise in altre parole si instaura quella modo di vivere destinato a perdurare per tutto romanzo: aperte le virgolette che cos’è questa sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finché lo si vede appena come macchioline che si disperdono? E il mondo troppo vasto 10 su vasta, e del addio ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura supplice.”

Sa alla debole protagonista dietro il quale si nasconde che ero, racconti in prima persona alla storia delle sue false venture con di memoria che, in realtà il mio Cassidy,1 mite compagno di che ero a te che non solo nell’eroe di onda rude ma anche di della parabola bit. Si personaggi sono praticamente indefinibili, sembra non avere né passato né futuro di diverso da ciò che stanno vivendo nella trama del romanzo che descrive come girovaghi senza mite in continuo viaggio sulle infinite strade d’America di un’unica preoccupazione sono le donne se sulle macchine nuove sempre più veloce sempre più forti e infine l’andava… l’andare verso quale meta non importa come dimostra questo breve dialogo tra Dini e salda. “Sa, dobbiamo andare non fermarsi mai finché non arriveremo.”

“Per andare dove amico?”

“Non lo so, ma dobbiamo andare “

La vita sulla strada sembra significare per questi instancabili viaggiatori la felicità la beatitudine come in un esempio suggerisce questa descrizione:

A1 tratto ci sentiamo in città. Dino voleva raccontarmi tutto ciò che sapeva su Baker s’illude mentre raggiungevamo la periferia della città. Mi feci vedere case con appartamenti d’affitto che aveva abitato a, alberghi sulla ferrovia, sale da biliardo, trattorie, binari secondari dove saltava della locomotiva per andare a prendere dell’uva, ristoranti, cinesi noi e nei quali aveva mangiato, panchine di giardino dove avevi incontrato le ragazze, certe poste in città in cui aveva fatto nient’altro che sedere in attesa. La California di Dini: selvaggia, sudata, importante, la teoria degli amanti solitari in esilio ed eccentrici minuti a riunirsi con uccelli e la regione dove tutti in certo modo sembrano attori cinematografici in ribasso, delle decadenti. Aperte le virgolette caro mio, ho passato ore proprio su quella sedia davanti a quella drogheria!”

Ricordava tutto ogni singola partita pinnacolo, ogni donna, né triste nota. È un tratto passammo davanti al posto dello scalo ferroviario dove per io c’eravamo seduti sotto la luna beve vino, su quelle cassette come vagabonde nell’ottobre mila 147 e cercai di raccontarglielo. Ma lui era troppo città: aperte le virgolette è qui che io e il Banco abbiamo passato non attinente a bere birra, cercando di fare all’amore con una piccola cameriera veramente questi occhi,1 di pozzo non vi … no dicessi, si dicessi … e si chiamavi Smeralda … oh, mio caro, qualcosa del genere”.

Che fare appena fosse arrivata*. Dini era senza soldi. Dea non mi aveva fatto cenno. Aperte le virgolette dove andremo a stare? Chiuse guardammo qua e là portandoci nostri fagotti di stracci nelle strette strade romantiche. Tutti avevano l’aspetto di comparse del cinema fallito, di stelline appassite; controfigure disincantate corridori di micro vetture personaggi patetici della California con le loro tristezza fine il continente, restanti, decadenti uomini della Casanova alla Casanova, di onde da auto ostello con gli occhi sporgenti, teppisti, ruffiani, sgualdrine, massaggiatrici, fattorini: un’accolita di relitti né come può uno guadagnarsi da vivere in mezzo una banda del genere? In questo stesso brano si può notare il linguaggio usato da cervo: precipitoso, irruente, senza pause e senza respiro che fa di oltre un raro d’un romanzo fiume. Un romanzo fiume che non ha né inizio né fine né apice di gerarchia di valori frazione azione tanto che l’ultimo capitolo potrebbe essere l’inizio del libro stesso. I personaggi non sono che dei puri nomi e, se si accentuano le due principali protagonisti, hanno le stesse caratteristiche, le stesse sfumature di sentimenti, lo stesso spirito: gioia senza limiti o depressione malinconica, voglia di andare di fuggirò starà a guardare per ore intere. Anche il paesaggio descritto per questo vasto sconfinato per quanto basto sconfinato sia sempre in sostanza sempre lo stesso: i luoghi o si somigliano o sono gli stessi, da de Andrè San Francisco dal colorato alle predirli a tre vie del West, perciò la sensazione e dei protagonisti girino sempre in tondo senza che ciò abbia un senso ecco perché è un rudere,1 romanzo in cui nessuno sta mai fermo parentesi un esempio sono le corse in macchina chiusa parentesi dalla sensazione di una stasi, di un’immobilità truccata da un movimento che è solo un variare di posizione fisica, ma la realtà all’atmosfera che si respira la stessa. In questo romanzo che le ruote ha tentato di riprodurre il ritmo della parlata quotidiana e le ridevo continuamente rinnovato del Jaz, come possiamo annotare in questo brano: tutti si dondolavano e ruggivano. Dalla pena e Maria con una bottiglia di birra tra le mani stavano in piedi sulle loro sedie scuotendosi soltanto. Gruppi di negri e entravano inciampando dalla strada, cadendo uno sopra all’altro per arrivare prima. Aperte le virgolette non mollare, amico! Chiuse le virgolette strepitava un uomo dalla voce come una serena di piroscafo e facevo uscire un grosso ruggito che poteva essere udito fino a sacramento a.

Fu disse din. Se strofinava il petto, il ventre; il sudore gli schizzava sul bel viso. 1,1 pedata, quel batterista della calce al tamburo di un fondo ululava al ritmo di sopra con quelle bacchette assassine, tarata boom. Un grassone enorme ma non saltellava sul palco facendolo incavare scricchiolare. Più! Il pianista pestava tasti solo con le mani aperte, accordi, ad intervalli, solo quando il grande sax tenore si riempiva i polmoni per un’altra tirata… accordi cinesi che facevano rabbrividire il piano e non il legno, l’indice e in ogni corda, Doug! Chiuse le virgolette

Ma il suo appare tanto più che un semplice tentativo si nota l’artificiosità e le naturalità del linguaggio che cerca di riprodurre la frenesia gioiosa del tempo e del Jaz o producendo invece solo l’effetto contrario. Comunque sia, l’esemplificazione dello stile di per prova in onda del suo modello politicamente più alto e in eguagliato. Fernanda P. vanno presentando il libro scorgeva alcune affinità del modello artistico ed esistenziale disse con l’arrosto e individuava soprattutto la dimensione della ricerca: aperte le virgolette e il loro misticismo creare la grande differenza fra la bit e là lo studio nel liscio. Il direttore del primo dopoguerra uno scrittore di denunce di violenza, di scrittori di questo dopoguerra nati in un mondo ormai denunciato, condannato a morte o in procinto di essere giustiziato magari dagli abitanti della luna, cercano di steli di ricostruire pezzi di una realtà frantumata: forse non ci riusciranno, certo non ci sono ancora riusciti, ma questa è la loro ragione d’essere. Mentre i campioni della generazione perduta svelavano alle madri inorridite che spesso le cosiddette fanciulle al momento del matrimonio avevano già avuto esperienze sessuali oscuri cospicue di quelle materne, gli campioni della degenere liscia rivelano gli aspetti più segreti della misteriosa vita di adolescenti sempre più lontani, sempre più sconosciuti genitori. Proprio della violenza con cui in passato si è cercato invano di ristabilire un equilibrio morale e nato questo gruppo di scrittori che non crede più nella violenza e quindi una rivolta attiva aggressiva: crede nel silenzio e crede una specie di segreta rinascita della personalità umana. Per un mondo non creato né voluto da loro non proviamo odio, né indugiano a lamentarsi di esserci trovati, lo considerano un caso morale,1 causa inesorabile di distruzione di valori intellettuali, e si raccolgono in gruppi di inizi si arti per il isolarsi in quelli che non capiscono frugare la realtà in cerca di una sede, di qualcosa in cui credere, di un bandolo in quest’intricata, inestricabile matassa che la vita moderna.

Onde una other rispondeva in fondo un’esigenza di libertà per questo sul metodo milioni di giovani che si riconoscevano nel pazzo vagabondo di memoria o si credevano sottratte alla civiltà dei consumi con il loro in quei otto mais. Questo romanzo porta una ventata di rinnovamento o meglio era preludio di un ipotetico rinnovamento che avrebbe dovuto essere realizzato con la formulazione di nuove forme narrative nei successivi romanzi, ma ciò non avvenne mai. Al di là dei programmi teorici, che ruota non ebbe un domani artisticamente valido. Riprese le tematiche di un Prodi in pressoché quasi tutta la sua produzione. Tutti i suoi libri successivi, infatti, hanno più o meno le stesse nostre suo contenuto, variato solo dall’intensità della sua forza descrittiva che andò a poco a poco oscurandosi: e se non aggiungono nulla di nuovo, ma riflettono inconsapevolmente è triste parabola di che ruota scrittore che fu quasi costretto dalla società a parlare esclusivamente di sé e del suo mondo.

Il 1958 apparve sul secondo romanzo di sotterranei in descritto l’ambiente sordido e squallido dei drogati di San Francisco e nello stesso anno parve anche de d’arma uso. Quest’ultimo romanzo in pratica l’esaltazione della natura primitiva ed è interessante perché introduce l’aspetto spirituale della filosofia, il vasto interesse per le mistiche orientali e lo zen. È in questo libro che trova la prima coerente applicazione un’affermazione che che è ruota felice a un suo intervistatore: infatti alla domanda: aperte le virgolette si è detto che la degenere liscia e una generazione alla ricerca di qualcosa. Cosa state cercando? Chiuse le virgolette e le dispose aperte le virgolette Dio. Voglio che iddio mi mostri il suo volto. Chiuse le virgolette

La componente religiosa, o meglio la specie lo spiritualismo orientale diceva si rivela per esempio in un brano come questo: aperte le virgolette le rocce sono spazio, pensa ai e lo spazio è illusione. Ebbe un milione di pensieri. Jersey aveva i suoi. Ero sbalordito di vedere come meditava ad occhi aperti. E soprattutto umanamente mi sbalordiva che quell’ometto formidabile che studiava seriamente poesia orientale e antropologia e ho l’etologia e ogni possibile congerie di materie ed era un piccolo nudo avventuriero di sentieri di montagna fosse anche capace di tirare improvvisamente il suo patetico quel rosario di chicchi di legno e mettersi lì a pregare solamente, come un santo del deserto di antichi tempi, certo, ma talmente incredibile vedersi in un’americana a piena di acciaierie e di aeroporti. Il mondo non è tanto malvagio quando ci sono dei jersey, pensai, e mi sentii felice. Tutti quei muscoli indolenziti e la fame che mi divorava lo stomaco erano abbastanza brutti e quelle buie rocce circostanti e il fatto che non ci fosse niente a lenire con baci dolci parole ma non foss’altro che starsene sedute meditare pregare per il mondo insieme a un altro giovane serio su due… sarebbe bello abbastanza l’essere nati solo per morire, come infatti per tutti noi. “

Come già mondo rude, il derma duma è un romanzo caratterizzato da una piattezza impressionante, nonostante lo scrittore descriva la frenesia di esperienza passano pazze e movimentate l’intero libro è un alternarsi di fuga oppure con un certo tipo di vita: i protagonisti agiscono in una grande varietà di situazioni che vanno dal ritiro nei boschi all’accorso sulle autostrade dalla lettura dei testi sacri al sesso, dal tumulto delle grandi metropoli alla contemplazione mistica della natura, la droga, ma tutto generalmente trasmettendo un senso di monotonia e di angosciosa ricerca mai appagata. Infatti il desiderio di d’arma della verità sembra non poter mai essere realizzata comunque il romanzo considerato il massimo sforzo di clero per avvicinarsi alla dottrina zen, lui stesso disse più volte di aver scritto questo romanzo dietro l’invito di divulgare le particolari teorie mistiche del blitz. Ma ancora una volta si può dire che c’è sì un abisso tra gli operativi è risultato di questo romanzo, poiché quella che doveva essere una spiegazione delle teorie mistiche della degenere liscia se ne volse a una che si risolse a una carrellata degli atteggiamenti superficialmente mistici dei suoi esponenti. Dico i suoi esponenti perché come già le opere precedenti due protagonisti arredi e gesti nascondono rispettivamente le sembianze di cieche ruote del posto scrittore di ieri Smeralda.

Dopo questo che ho citato, che rock scrisse pubblicò molteplici altre opere tra cui su dottor sax vi liscia o accordi, ma esse come del resto quello che ho avuto modo di trattare un po’ dettagliatamente non sono di grande rilievo artistico. Le uniche caratteristiche di rilievo dei suoi lavori consistono nel fatto che i casi che essi tracciano le parabole esistenziali di clero H.: non aggiungono, come forme come contenuto nulla di sostanzialmente nuovo, ma suggeriscono al dramma la tragedia dello scrittore costretto dalla condizione di ufficiale rappresentante della degenere liscia a dibattersi tra necessità di reggerla propria fama da un lato o la necessità di rinnovarsi artisticamente senza essere prova e dà del un successo.

Morì per l’emorragia addominale il 21 ottobre 1989. Sopra sono l’itinerario letterario si era svolto all’insegna dello spontaneismo e dell’immediatezza; perché ero la parola doveva descrivere l’oggetto, la realtà senza essere connotante nei suoi confronti, ma puramente descrittiva. Il realismo di clero attendeva quindi realizzare una fusione tra pagina e sensi, tra parola e azione,. Gli schemi ai contributi di che rocca la letteratura americana hanno fatto pensare a molti che egli non avesse abbastanza risorse culturali spirituali da opporre al sistema per attuare una rivolta costruttiva. Non ci sono certo gli elementi per confutare una simile affermazione, ma per valutare l’opera non bisogna dimenticare che l’attività di che eroe dovette sostenere l’urto massiccio del sistema di difesa messi in atto dalle star polemici mentre nei confronti dei fenomeni alternativi o di contestazione. L’opera di terra che è passata attraverso per le fasi della protezione repressiva della società borghese: dalla reazione, dall’ostracismo delle rappresaglie della subdola, morbida ma più efficace azione consumistica di assorbimento delle frange contestatario offrendo in cambio successo e notorietà. Ero anche e era passato indenne attraverso la prima terapia, ma certamente non poté sottrarsi alla seconda che in breve gli fu fatale. D’altra parte avendo affidato tutto allo spontaneismo, era è naturale che,1 volta esaurita la carica vitale, gli venissero a mancare le risorse e se vogliamo le capacità di esprimere o mettere in atto la sua rivolta sia sul piano letterario sia sul piano prettamente esistenziale. In altre parole anche se che è o non è riuscito ad essere all’altezza della propria denuncia, orientare verso l’azione concreta il corso del suo risentimento nei confronti della società, ciò non significa che l’opera di che rock sia senza alcun valore come pensano alcuni critici poiché come dice giustamente filippi di due aperte le virgolette l’eredità di che rock si è fatta sentire anche dopo il suo ripiegamento alla sua morte segni evidente che lo scrittore aveva individuato sia pure con lucidità approssimativa una pista sicura: basti pensare a come suo temperamento umano artistico sia presente nella scrittura mentale che sorregge culturalmente ideologicamente il mio cinema o anche quella produzione poetica ispirata al folk aperta parentesi le composizioni di un voto di Milan chiusa per non dir nulla infine sul posto convulso tormentoso epigono di.

Filippi e continuò dicendo che anche se il modello di che roba è inservibile sul piano concretamente operativo vale a dire livello di militanza sociopolitica… e ho non rilevare che la presenza di clero nella valutazione dell’attività artistiche intellettuale del mio cinema deve essere tenuta ben in mente per non fargli il torto di togliere quello che sicuramente a buon diritto gli spetta e cioè il ruolo di ispiratore della selvagge prima degli io Hermès di virgolette.

Allen Ginsberg

“Ginsberg è il poeta che scopre nel ferreo e sinistro caos dell’America degli anni 50 la possibilità di illuminare di una luce violentemente metafisica lo squallore della condizione umana”

  1. Ginsberg nacque nel 926 anni più Works del dio Giove se non professore di liceo e da una

comunista russo. Che ho alla Columbia mi di universi che dove conobbe che ruota con quale andò a vivere per un certo periodo di tempo. Viaggiò molto, non solo attraverso gli Stati Uniti, ma anche nel sud America, in India e Opa Giappone, e altri paesi orientali. Il verde e il poeta per eccellenza e la sua opera di maggiore rilievo è per una raccolta di versi divulgata per la prima volta durante una famosa lettura tenuta San Francisco nel 1255. Fu pubblicato solo nel 1257 ad opera del poeta e scrittore lo restringe di e la difficoltà con questa pubblicazione andò incontro meritano di essere ricordate. Infatti, mentre in un primo tempo fa di Venditti aveva avuto il consenso a pubblicare un urlo, importato dall’Inghilterra dov’era stato stampato, successivamente direttore degli uffici doganali, preoccupato che potesse turbare le coscienze di quei bambini che ne venissero casualmente a contatto, fece sequestrare l’opera che tra l’altro rally di jeans perché tra l’altro stava riscontrando notevole successo. Per indiretti che del reagito facendo fabbricare una nuova edizione di urlo, viene condotto in carcere in seguito al mandato di cattura spiccato contro di lui del tribunale dei minori. Un urlo fu dichiarato osceno, ma non ci fu letterato persino in America che non si mosse a riscatto di ferir indiretti e alla difesa della poesia di Ginsberg. Di il e ciò così fu una schiacciante prova di stima dei intellettuali di varie generazioni nei con fronti della poesia di te e, al termine del processo,1 venne riconosciuto dal giudice come una denuncia contro il materialismo, il conformismo, la meccanizzazione e minacciano l’America moderna spingendola verso la guerra; e come tale ha significato sociale e non importa se può essere considerato osceno. Le ostilità a cui l’opera di dire perché andò incontro e lei che è qui ho sommariamente narrato sono sintomatica dell’ipocrisia di una società che lascia liberamente circolare milioni di giornaletti pornografici è poi taccia di oscenità un’opera che riconduce i lettori una realtà fisiologica magari sgradevole ma non certo deplorevole. È vero che di svevo parole spesso rozze volgari, ma non per questo scende perché esse non sono ispirate da piacere erotico ne incitano rapporto sessuale esprimono piuttosto l’adesione del potere a tutti gli aspetti della vita del poeta a tutti gli aspetti della vita. E se anche ipoteticamente le parole usate dall’isba contenesse un incitamento rapporto sessuale questo non potrebbe essere altrimenti considerato che come un incitamento al piacere e alla procreazione, mentre l’incitamento alla guerra a cui sistema solitamente non oppone resistenza non è altro che un incitamento alla distruzione.

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