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senza un soldo tra parigi e londra – g. orwell

14 settembre 2015 at 20:40 By

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Senza un soldo a Parigi e a Londra”, George Orwell

Senza un soldo a Parigi e a Londra”, opera prima di Gorge Orwell, è un racconto, lucido e spietato, della condizione dei poveri e degli emarginati che ha come sfondo Parigi e Londra, richhe città europee.

Orwell fornisce lo scorcio di un mondo per lo più sconosciuto o, comunque, “ricostruito nella fantasia”. Orwell constata una realtà che coinvolge gruppi sociali che vivono ai margini, lontani dai lussi della modernità e dalle bellezze che le capitali europee possono vantare senza dare un giudizio e senza assumere un tono consolatorio. Il suo intento è far conoscere l’altro lato della realtà.

Degradazione, indifferenza, opportunismo, cinismo e amarezza fanno da sfondo ad una descrizione minuziosa delle condizioni di vita di questi uomini sventurati, insulto ai tempi moderni e al benessere, che addirittura sembrano far paura essendo così lontani dalla condizione di normale benessere.
Sporco e sgradevoli odori sono raccontati come normali situazioni per queste persone che vedono in lavabi di acqua sporca un’illusione di pulizia o nelle cicche di sigaretta raccolte da terra una mano della provvidenza.Anche Dio che sembra non arrivare in quei luoghi ma solo “ fra la gente per bene, nei parchi o nei palazzi.”

Gli uomini di questo libro difendono il loro diritto di essere liberi e di essere considerati persone. Non ci sono legami solidali al di là della convenienza del momento; non uno sfogo dei piaceri più istintivi, non una volontà di cambiamento, non una speranza di qualcosa di diverso.

Il più delle volte è povero, senza cittadinanza o residenza. Non un viaggiatore ma un girovago senza diritti e casa e, pertanto, senza umanità; di qui è facile il passo verso la considerazione del fatto che sia predisposto ai più diversi lavori per la sua sussistenza, anche all’illegalità, al crimine e alla prostituzione.

L’emarginato incarna perfettamente l’altra faccia dell’integrazione economica, politica e culturale professata, decisa e realizzata dai “signori del potere” in quanto simbolo di ciò che non può farne parte perché qualcuno (un individuo, una società o il globo intero) ha deciso il suo non essere all’altezza, il suo esistere come termine di paragone per ostentare la propria superiorità.Paura dell’alterità; da un lato ciò che è diverso ci affascina e al tempo stesso ci spaventa.

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