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History and Literature

jack sparrow (blasting)

1 agosto 2015 at 13:44 By

9788861611184

Non tutti sanno che il famoso Jack Sparrow dei film I pirati dei Caraibi ha antenati famosi e importanti. Non mi riferisco soltanto a John Silver de L’Isola del tesoro (1889) o a Capitan Uncino in Peter Pan (1992) che ben hanno influenzato la visione di pirati e pirateria durante la fine dell1800 fino ad oggi : la gamba di legno , il pappagallo, i vestiti trasandati e la bandana del primo, l’uncino al posto della mano, la chioma fluente e i vestiti sontuosamente sporchi e riccamente sgualciti dell’altro…per non dimenticare il coccodrillo segna tempo. L’antenato illustre a cui faccio riferimento è il Capitano Sharkey, il temibile, famigerato corsaro dall’occhio chiaro e vitreo, temuto dai mercanti nell’arcipelago caraibico e inseguito dai governi – in particolare quello spagnolo, si intende. Questo personaggio è nato dalla penna di un autore la cui fama è legata alla storia del romanzo giallo, Sir Arthur Conan Doyle, sì, il padre di Sherlock Homes. I due personaggi hanno in apparenza ben poco in comune: l’uno è ancorato alla sua Baker Street a Londra, solitario e misantropo; l’altro è viaggiatore nato, maligno e crudele. Eppure entrambi usano la loro mente , le loro cellulite grigie per dirla alla Poirot, per sconfiggere l’avversario, sia esso il viscido e inafferrabile Moriarti siano invece le navi del governo spagnolo che gli danno la caccia. Entrambi sono astuti e intelligenti, usano la deduzione la logica e l’osservazione per battere il nemico. Non lasciano nulla al caso e sanno penetrare nella mente dell’avversario. Entrambi possono contare su un amico fidato, il loro alter ego per dirla usando un termine ormai abusato: Dr. Watsone è il compagno di Sherlock Holmes, Ned l’omaccione della Nnuova Inghilterra è il fedele compagno di Sharkey. Captain Sharkey fa parte di una serie di racconti di avventura, di mare e di guerra che Conan Doyle ha scritto facendo sicuramente riferimento anche alle sue esperienze di medico sulle navi e alle sue letture. E’ difficile catturarlo perché “non si fida” delle apparenze, è attento ai dettagli, osserva il comportamento del suo prossimo, usa la violenza non fine a se stessa. Inoltre la lettura delle sue avventure è avvincente perché Conan Doyle ha l’abilità di penetrare nella vicenda di cui scrive, di calarsi non solo nel personaggio, ma anche nell’ambiente e adopera il linguaggio dei marinai con una certa facilità e dimestichezza.

Un altro esempio di pirati è descritto in Pirati dei Caraibi, libro uscito dopo la morte dell’autore Michael Crichton. Ambientato nel 1700 epoca d’oro della pirateria caraibica il romanzo che fa riferimento nuovamente a queste figure crudeli e spietate che però attraggano la fantasia popolare. Ed in questo libro compare il famoso mostro che spaventa anche un’avventuriero come Capitano John Sparrow: il kraken. Dal norvegese krake animale malsano o aberrante e dal tedesco Krake piovra, il mostro è una creatura marina dalle dimensioni abnormi. Il suo mito risale ad origini molto antiche, e si è sviluppato soprattutto fra il Settecento e l’Ottocento, probabilmente sulla base dei resoconti di reali avvistamenti di calamari giganti. In genere è raffigurato come una gigantesca piovra, con tentacoli abbastanza grandi e lunghi da avvolgere un’intera nave. Addirittura uno dei più grandi poeti inglesi di epoca Vittoriana, Lord Alfred Tennyson lo ha descritto in una sua poesia

Below the thunders of the upper deep;
Far, far beneath in the abysmal sea, 
His ancient, dreamless, uninvaded sleep
The Kraken sleepeth: faintest sunlights flee
About his shadowy sides: above him swell
Huge sponges of millennial growth and height; 
And far away into the sickly light, 
From many a wondrous grot and secret cell
Unnumbered and enormous polypi
Winnow with giant arms the slumbering green.
There hath he lain for ages and will lie
Battening upon huge sea-worms in his sleep,
Until the latter fire shall heat the deep;
Then once by man and angels to be seen,
In roaring he shall rise and on the surface die.

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