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il giallo – una letteratura da scoprire

20 ottobre 2013 at 11:09 By

A_Detective_story_by_Zillion

Si parla normalmente di letteratura “alta”, classica, e letteratura bassa o popolare e all’interno di questa seconda categoria generalmente si ripongono  quei sotto generi come i gialli, il fantasy o la fantascienza con ancora altre più piccole sottospecie. Si dimenticano però le vere origini di entrambe le letterature risalgono alla fine del 1700, in Inghilterra, momento in cui il senso dell’infinito e la sfida alla morte avevano già dato l’avvio al genere Gotico. Il nome già suggerisce il contenuto misterioso e talvolta oppressivo di questi romanzi. Il luogo in cui la storia prende l’avvio è in genere tranquillo, un posto di campagna, un quartiere colto e raffinato della città, dove gli abitanti sono insospettabili buoni cittadini e alacri lavoratori. Anche il fatto che accade non è di per sé macabro: una morte naturale ma sospetta, un ritrovamento di una lettera o di un documento che genera dubbi e malessere, un malessere che poi dilaga e si estende e fa guardare in modo sospettoso i vicini, persino gli amici. E’ la quotidianità che offre spunti di mistero e di ansia, più che il fatto straordinario a cui invece siamo abituati. Non è la cronaca strillata, ma è la minaccia di un qualcosa che è accaduto sotto nostri occhi senza che potessimo sospettare nulla. Sono le persone più serene e gentili che nascondono un segreto e dei dolori che portano alla pazzia, non quelle che urlano il loro malcontento quotidianamente. Faccio riferimento ad un dei gialli più importanti , una pietra miliare per gli amanti del genere, The Moonstone, La Pietra di Luna romanzo di Wilkie Collins (1824 – 1889) che uscì in Inghilterra nel 1868 a puntate sul periodico di Londra, All the Year Round, il cui direttore era Charles Dickens. Subito dopo una festa di compleanno, un gioiello viene rubato;  si tratta di un gioiello molto prezioso la cui sparizione mette a nudo la vita di un uomo onesto e insospettabile, rivela l’ipocrisia di certe regole sociali e l’arroganza della civiltà occidentale che basa i suoi valori sul materiale e il commerciabile. La pietra di luna, così importante per i rabbini per la loro religione, diventa simbolo di potere e ricchezza in occidente, dove il suo valore prende un’importanza di tipo puramente economico. Il giallo diventa quindi un modo per avvicinare o contrapporre culture diverse, per sottolineare le disparità sociali ed evidenziare idiosincrasie e manie nascoste. Di nuovo, la vicenda deve essere un modo per nascondere – e poi svelare – un messaggio più profondo e per mostrare realtà solo intuite. Ma già prima di Wilkie Collins era apparso un giallo sul periodico Once a Week, il 29 Novembre 1862:  The Notting Hill Mystery , Il Mistero di Notting Hill, scritto, sotto lo pseudonimo di Charles Felix, da un avvocato, certo  Charles Warren Adams (1833-1903),  e con le illustrazioni di  George du Maurier, La sparizione di una ragazza, una gemella rapita da zingari, delle morti naturali, sospette solo perché consecutive ed inspiegabili e perché sempre avvenute dopo l’incontro con un uomo particolare, magnetico, terribile.  In queste storie, primi abbozzi di una letteratura che ha poi preso il sopravvento, si arriva al punto in cui il crimine viene svelato pian piano, tra sbagli e ripensamenti. Passa il tempo e non c’è prova del DNA che tenga per portare alla luce tragedie sopite e rancori covati magari per anni. Un documento, una ricetta medica, un acquisto, una telefonata inducono colui che segue da vicino le indagini a scavare nel passato e nella psiche. Colui che segue le indagini non deve essere per forza un detective di professione:  si tratta comunque è un appassionato di mistero, un curioso che vuole svelare secreti , un indagatore della psiche umana che generalmente porta a galla ciò che non doveva essere per niente noto. In inglese: l’unknown. Forse è un collezionista a cui capita di ritrovare un qualcosa di suggestivo o un lettore accanito che a furia di leggere riesce a trovare l’aggancio tra fantasia e realtà. Ma il segreto di come si arriva a chi ha commesso il crimine è ancora più complesso nella sua semplicità.

Rifacendosi ancora ai classici, in genere le lettere o le note lasciate in giro, per caso – oggi possono essere messaggi telefonici o sul computer –   danno il giusto suggerimento e mettono sulla strada giusta. Prendiamo ad esempio Rebecca scritto nel 1938 da Daphne Du Maurier (1907 – 1989), tra l’ altro nipote del già citato illustratore e scrittore George,  figlia d’arte. Nel suo romanzo il mistero vien svelato grazie a lettere e alla testimonianza di un medico. La realtà non è quella ripetuta fino alla spasimo da governanti, servitori e amici. Rebecca,  la donna in questione,  era una donna ben diversa dalla figura  perfetta  e splendida del dipinto che troneggia nel palazzo che ancora sembra abitato da lei anche dopo la sua morte. E il suo fantasma sparisce quando la realtà viene rivelata. L’eroina senza nome che doveva sostituirla nel cuore del marito diventa finalmente una persona, una protagonista. In La Casa sull’Estuario (1969), altro romanzo della Du Maurier,  è una droga la vera colpevole di tutto ciò che succede. È questa pozione che fa rivivere al protagonista un mondo di sotterfugi e inganni vissuti anni prima in una piccola realtà  della Cornovaglia.

Tralasciando questi romanzi portati alla ribalta anche grazie alle trasposizioni cinematografiche di Alfred Hitchcock (1899 – 1980), pensiamo ad un giallo anomalo come Lo strano Caso di Dr. Jekyll a e Mr Hyde. Uno strano caso lo si può definire in quanto vittima ed assassino sono la stessa persona, criminale e missionario vivono in uno stesso corpo che cambia perché vuole conoscere ciò che di più nascosto si cela in lui. La paura sosteneva Edgar Allan Poe (1809 – 1849), maestro del mistero e, per molti, padre del romanzo giallo, la paura è in noi, è inconscia. Nulla al di fuori ci dovrebbe spaventare se non ciò che di noi stessi non conosciamo. Mentre Howard Phillips Lovecraft (1890 –1937), suo studioso e seguace, sosteneva che la paura è la più comune delle emozioni, è cosmica, non la si può sfuggire : come i romantici propugnatori del sublime insegnavano , le grandi passioni sono corredate dal senso di paura , vale a dire  il senso dell’ignoto. E l’ignoto più evidente e che accomuna tutto è il dopo la vita, l’after life dei Celti. Da qui mummie, fantasmi, vampiri e zombi che popolano i romanzi dell’orrore.

Il detective moderno abbandona tutto questo, non si lascia prendere da paure inconsce e da fantasiose leggende, usa la scienza e cerca di razionalizzare come Sherlock Holmes di Conan Doyle  (1859 –1930)  anche la più inconscia delle paure. Un altro elemento, a proposito di questi detective, professionisti o amatoriali, di qualunque genere, è il doppio. Nei gialli, dai più classici a quelli più attuali, il detective o il protagonista devono lottare o convivere con un loro altro da sé che li frena li sostiene o semplicemente ne narra in modo logico i processi mentali e le vicende. Holmes ha il suo Watson, un medico; Poirot – il piccolo detective belga dai baffetti e dall’aspetto sempre “pignolamente”  perfetto e accurato creato da Agatha Christie (1890 –1976 ) – ha Hastings e così via … amici, antagonisti, ma sempre insieme per rivelare che tutti noi abbiamo bisogno di uno specchio in cui vedere ciò che non siamo o pensiamo di non essere. A questo punto il romanzo giallo, molte volte vituperato dalla narrativa alta, acquista invece una dignità che lo porta ad esser non solo un fatto commerciale di grande importanza sul mercato – e intendo proprio mercato – letterario,  ma anche lo porta ad essere considerato romanzo introspettivo, di analisi . Oltre a mostrare aspetti sociali altrimenti difficili da rivelare e da dimostrare senza diventare banali, ripetitivi e retorici, riesce anche a mettere in luce la parti più nascoste ed inquietanti della nostra natura, a volte poco note anche a  noi stessi. Il mistero ci affascina, la violenza non ci fa paura e scopriamo sempre di più che anzi entrambi ci appassionano e ci attraggono.  Questa è la vera realtà che bisogna rivelare in un giallo: l’assassino che vediamo nell’altro e che facciamo di tutto per scoprire potrebbe essere una parte di noi, il nostro lato oscuro. Quel Voldemort che la Rowling (1965 – ) ha contrapposto a Harry Potter,  ma a cui lo stesso Harry Potter deve resistere. Anche lui conosce la lingua dei serpenti, anche lui potrebbe appartenere alla magia nera.

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