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Il Canto d’Amore di J. Alfred Prufrock di T. S. Eliot

11 ottobre 2013 at 15:48 By

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Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock  (The Love Song of J. Alfred Prufrock) di T. S. Eliot è uno dei primi poemi lunghi – un monologo interiore – scritti da T. S. Eliot  e contiene in germe tutti i temi che saranno sviluppati nelle opere successive, rappresentando il punto di partenza per la descrizione della decadenza e la desolazione spirituale moderna. Prufrock è un nome con una voce, le frasi che pronuncia sembrano essere arbitrarie. Si è chiuso in una prigione fatta di domande affascinanti e opprimenti senza risposta. Si interroga (o interroga un ascoltatore silenzioso) in merito all’identità dell’uomo, alla comunicazione e alla conoscenza. Il monologo si svolge di sera, sotto una simbolica nebbia gialla che rappresenta la  sua confusione mentale. Il tempo viene analizzato da un  punto di vista personale e sociale: Prufrock sta invecchiando e il discorso diretto esprime questa idea con realismo e immediatezza. Non è una analisi culturale del passare del tempo, ma un esame crudele dell’aspetto di un uomo che cerca di mascherare la sua debolezza e la sua decadenza. Le strade sono solitarie e desolate nel viaggio di Prufrock, i ristoranti sono solo borbottanti ritrovi, non luoghi d’incontro e lui stesso non è un eroe (non è Amleto, non è Giovanni battista e neppure Lazzaro).  Anche il fondo del mare non dà un vero e proprio rifugio, ma fornisce una via di fuga da un mondo fatto di convenzioni.

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