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sir arthur conan doyle e i pirati

13 luglio 2013 at 11:56 By

pirates

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Captain Sharkey and John Sparrow

Captain John Sparrow is going to England. He looks over the sea: his ship is in the Caribbean, where the ocean is haunted by pirates. In particular he scares Captain Sharkey. He finds a sailor on a boat, adrift, and takes him on board: he is a New Englander left alone on the boat without food and drink by the terrible pirate Sharkey after he had destroyed his ship and slaughtered the crew.
Approaching the port of Saint Kitty, one of the customer comes on board and tells him that the pirate has been captured and is going to be hanged the following day. Then he asks the captain to accept on board the governor of Saint Kitty, an unhealthy, weak, old man who wants to go back to England.
The governor is welcomed on board with the due respect and he feels soon at ease with the crew, in particular with the new Englander. And when they near the British coasts

Il capitano John Sparrrow è diretto in Inghilterra. Guarda il mare: si trova nei Caraibi, dove l’ oceano è infestato dai pirati. In particolare teme il Capitano Sharkey. Trova un marinaio sul una barca alla deriva: è un marinaio del New England che è stato abbandonato senza cibo e acqua dal terribile pirata.
Vicino al porto di Saint Kitty vede arrivare a bordo un ufficiale della dogana. Gli porta la notizia che Sharkey è stato catturato e sarà impiccato il giorno seguente. Nel frattempo gli chiede se può riportare in Inghilterra il malandato e vecchio governatore di Saint Kitty.
Il governatore viene ricevuto a bordo con tutti gli onori dovuti; lui, dal canto suo, ben si adatta a stare sulla nave con i marinai, in particolare con il marinaio del New England. E quando stanno per arrivare in Inghilterra….

Un’altra sorpresa del genio e dell’immaginazione di Sir Arthur Conan Doyle è la figura di Captain Sharkey, il pirata spietato e furbo che perseguita le navi nel Mar dei Carabi.
Si tratta di uno dei pirati a cui la letteratura inglese – e non solo – ci ha abituato: pensiamo a John Silver di R.L. Stevenson, il protagonista dell’Isola del Tesoro (1889)con la sua gamba di legno e il pappagallo, a Capitan Uncino; all’infiocchettato e imparruccato Captain Hook, capitan Uncino, il nemico numero uno di Peter Pan, dal libro scritto da un altro scozzese, James Matthew Barrie nel 1902.
Sono stati loro a lanciare gli stereotipi a cui siamo abituati e a cui ormai fanno riferimento testi e film, non ultimo il Capitano John Sparrow di Pirati dei Carabi.
Captain Sharkey fa parte di una serie di racconti di avventura, di mare e di guerra che Conan Doyle ha scritto facendo sicuramente anche riferimento alle sue esperienze di medico sulle navi e alle sue letture. Anche questo pirata conserva quelle caratteristiche che si possono in Sherlock Holmes e nel professor Challenger di Il mondo perduto. E’un capitano violento e crudele, ma non solo: usa astuzia e deduzione per battere il nemico usando la logica e l’osservazione. E’ difficile catturarlo perché “non si fida” delle apparenze, è attento ai dettagli, osserva il comportamento del suo prossimo, usa la violenza non fine a se stessa. Inoltre la lettura delle sue avventure è avvincente perché Conan Doyle ha l’abilità di penetrare nella vicenda di cui scrive, di calarsi non solo nel personaggio, ma anche nell’ambiente e adopera il linguaggio dei marinai con una certa facilità e dimestichezza.

 

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